La disbiosi intestinale è un disturbo che parte dall’apparato digerente, i cui sintomi però non si fermano solo a livello gastrointestinale. La sua comparsa è strettamente correlata al microbiota, ossia alla flora di batteri presente nel nostro organismo che per diverse ragioni può alterarsi. Riconoscere questa condizione, tuttavia, non è scontato. Sono tante infatti le malattie dell’intestino che causano malesseri simili. Vediamo perciò subito di capire che cosa caratterizza nello specifico la disbiosi intestinale, quali sono i segnali e in che modo si cura.
Cos’è la disbiosi intestinale?
Con l’espressione disbiosi intestinale si indica una condizione in cui è presente un’alterazione del microbiota, più nello specifico del numero di batteri “cattivi” che abitano all’interno dell’intestino. Il microbiota intestinale, infatti, è composto da circa 500 specie diverse di batteri a cui si aggiungono anche virus e funghi. La loro presenza, a differenza di quanto si possa pensare, non è pericolosa. Al contrario è del tutto fondamentale per sintetizzare vitamine e altri nutrienti, per regolare alcune attività del sistema nervoso e soprattutto per far funzionare al meglio il sistema immunitario. Ognuno di noi ha un microbiota unico, che dipende da fattori diversi come età, sesso ed etnia. Talvolta però, per cause che vedremo tra poco, il normale equilibrio che si va a creare subisce un’alterazione provocando così la comparsa della disbiosi (detta anche dismicrobismo intestinale) . Tra i batteri “cattivi” che provocano la disbiosi intestinale ci sono:
- Proteus
- Escherichia coli
- Aspergillus
- Yersinia
- Peptococcus
Disbiosi intestinale: sintomi per riconoscerla
Inizialmente la disbiosi intestinale può essere confusa con l’infezione di un semplice virus intestinale. Tuttavia, a differenza di una gastroenterite “classica” i sintomi della disbiosi possono essere anche di natura non-intestinale. Inoltre possono perdurare anche per più settimane o persino mesi se non trattata. I sintomi della disbiosi intestinale sono:- Crampi addominali
- Diarrea o/e stipsi
- Meteorismo
- Gonfiore addominale
- Dermatite, acne, psoriasi e altre problematiche della pelle
- Afte
- Stanchezza cronica
- Insonnia
Le cause delle disbiosi
Come già detto, la comparsa della disbiosi è correlata a un’alterazione del microbiota. Ma quali sono i fattori che provocano questa alterazione? L’origine del problema può avere diverse nature. Le principali cause della disbiosi intestinale sono:
- Uno stile di vita scorretto
- L’assunzione di farmaci
- Alcune malattie croniche
Stile di vita scorretto
Uno scorretto stile di vita, con tutti i risvolti fisici che ne consegue, è la più diffusa causa delle alterazioni della flora intestinale. Si ipotizza infatti che l’aumento di casi di disbiosi derivi proprio da un discostamento da quelle che erano abitudini più sane, che nei paesi industrializzati si stanno perdendo. Tra i fattori correlati allo stile di vita che provocano la disbiosi ci sono:- Il consumo di alcol
- Il fumo
- La sedentarietà
- Lo scarso consumo di frutta, verdura e alimenti freschi
- Il consumo eccessivo di cibi raffinati (in particolare quelli ricchi di zuccheri e grassi saturi)
Assunzione di farmaci
Ci sono casi in cui la disbiosi scaturisce in seguito all’assunzione di farmaci, in particolare gli antibiotici. Uno degli effetti collaterali degli antibiotici più diffusi, infatti, è proprio la disbiosi intestinale. Questa categoria di farmaci viene utilizzata per combattere le infezioni di origine batterica (non virali!) andando a “uccidere” i batteri cattivi. Tuttavia, allo stesso tempo, gli antibiotici intaccano anche i batteri buoni presenti nell’intestino compromettendo l’equilibrio della flora. Nella maggior parte dei casi questo effetto è inevitabile, ma rimane necessario per evitare le conseguenze ben più gravi che potrebbero derivare dal trascuramento dell’infezione. In generale, però, la situazione tende poi a tornare alla normalità dopo il termine della terapia farmacologica.Malattie croniche
Lo stato di infiammazione correlato alla disbiosi intestinale può essere a sua volta provocato e alimentato anche da alcune malattie croniche, la cui origine non dipende dalla flora di batteri presenti nel nostro organismo. Le malattie croniche più diffuse che causano la disbiosi intestinale sono:- Il morbo di Crohn
- La sindrome dell’intestino irritabile
- La colite ulcerosa
Diagnosi di disbiosi intestinale: test utili
L’individuazione della causa della disbiosi intestinale fa parte del processo di diagnosi che porta a riconoscere la presenza del problema. Nel caso in cui si sospetti di avere un’alterazione del microbiota il medico specialista a cui rivolgersi è il gastroenterologo. Sarà infatti lui a prescrivere tutti i test per la disbiosi necessari. Gli esami utili a diagnosticare la disbiosi intestinale sono:
- L’esame delle feci
- La colonscopia
- Il breath test al lattosio
Trattamento e cura della disbiosi intestinale
Il trattamento della disbiosi intestinale ha un obiettivo ben determinato: ripristinare l’equilibrio della flora batterica dell’intestino. Ovviamente la terapia dipenderà moltissimo dalla causa alla base del problema. Ciononostante esistono alcune indicazioni universali valide per la maggioranza dei casi. I migliori rimedi contro la disbiosi intestinale sono:- L’assunzione di probiotici e fermenti lattici
- Un’alimentazione sana ricca di alimenti freschi
- L’esecuzione di tecniche di rilassamento
Probiotici e fermenti lattici per la disbiosi
La principale cura per la disbiosi intestinale è l’assunzione di probiotici e di fermenti lattici, utili per “ripopolare” l’intestino con i batteri buoni. A questo scopo esistono dunque appositi integratori come Profestim, Enteropeyer o Profecol, il cui utilizzo risulta utile anche a scopi preventivi. Qualora si scelga di assumere un integratore per la disbiosi, è bene assicurarsi che abbiamo un’alta concentrazione di microrganismi buoni, ed eventualmente anche un’aggiunta di vitamine e zinco che migliorano l’efficacia.Enteropeyer: integratore con fermenti lattici
Dieta per la disbiosi intestinale
Un altro punto cardine nel trattamento della disbiosi è l’alimentazione che idealmente dovrebbe seguire il modello di dieta mediterranea, cioè con un abbondante consumo di cibi freschi e la riduzione drastica di prodotti industriali. Il microbiota, infatti, si nutre principalmente di fibre. Per dargli il giusto supporto e favorire la presenza di batteri buoni è dunque essenziale assumere quotidianamente alimenti che ne contengono ottime quantità Ecco dunque cosa mangiare in caso di disbiosi intestinale:
- Verdura fresca
- Frutta di stagione (meglio se con la buccia)
- Legumi
- Cereali integrali
- Formaggi freschi
- Carne rossa
- Insaccati e salumi
- Dolci
- Salse, sughi e condimenti pronti
- Formaggi grassi