Probiotici: cosa sono, a cosa servono e perché fanno bene

In questo articolo:

I probiotici sono dei microorganismi, più nello specifico dei batteri, i cui effetti sono benefici sull’organismo. Non a caso il termine stesso deriva dalle parole greche “pro” “bios”, che tradotto letteralmente significa “favorevole alla vita”.

La presenza di questi batteri all’interno dell’organismo umano, ma anche di quello di altre specie animali, genera una lunga serie di vantaggi e di conseguenze positive. In questo articolo spiegheremo quali sono, offrendo una serie di consigli su come beneficiarne. 

Probiotici: cosa sono esattamente

Dal punto di vista medico scientifico i probiotici sono una serie di differenti ceppi di batteri che vivono all’interno di un altro organismo ospite. A differenza di altri batteri, che vivono a spese dell’organismo in cui proliferano generando una serie di disagi, i probiotici hanno un ruolo estremamente positivo. I batteri probiotici, infatti, proteggono l’organismo che li ospita contribuendo alla buona salute del microbiota e, di conseguenza, al rafforzamento delle difese immunitarie.

Attualmente le principali tipologie di probiotici conosciute sono:

  • Lactobacilli
  • Bifidobatteri
  • Streptococchi

Ognuno di essi presenta delle sue caratteristiche specifiche. Vediamole subito nel dettaglio.

Lactobacilli

I Lactobacilli sono probabilmente i probiotici più noti. Sono chiamati comunemente “fermenti lattici” in quanto sono responsabili dei processi di fermentazione lattica. Il motivo è legato alla loro capacità di convertire il lattosio in acido lattico. Non a caso in natura sono presenti all’interno di yogurt e altri alimenti prodotti dalla fermentazione del latte (es. kefir, skyr, quark…). 

Attualmente si conoscono circa 60 specie diverse di Lactobacilli e ognuna di queste sembra avere un ruolo positivo sull’organismo umano, in particolar modo sui processi digestivi. 

Bifidobatteri

La presenza dei bifidobatteri all’interno del corpo umano è fondamentale per numerosi motivi. Questa tipologia di probiotico ha la capacità di supportare la sintesi di alcune vitamine, in particolare quelle del gruppo B e la vitamina K. Inoltre favoriscono la regolazione del pH interno, proteggendo l’organismo dalla proliferazione di funghi e batteri nocivi. 

Streptococchi

Gli Streptococchi sono dei batteri spesso nominati con accezioni negative, in quanto alcuni ceppi sono causa di infezioni potenzialmente pericolose, specialmente nei bambini. Esistono comunque delle tipologie di Streptococchi con azione positiva, come lo Streptococcus salivarius, la cui presenza nell’organismo è assolutamente sicura (nonché consigliata) per la salute.

Probiotici: a cosa servono?

Abbiamo già sottolineato in maniera chiara come la presenza di probiotici nell’organismo umano comporti dei benefici, in particolare sul microbiota e sul sistema immunitario. Ma qual è il loro ruolo più nello specifico? Vediamo di elencare tutti gli effetti che hanno.

I probiotici servono a: 

  • Rafforzare la flora intestinale, proteggendo tutto l’apparato gastrointestinale da disturbi digestivi di vario tipo (diarrea, gonfiore, flatulenza, stitichezza…)
  • Migliorare la sintomatologia di chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile
  • Contrastare gli effetti collaterali degli antibiotici
  • Prevenire varie forme di allergia, anche stagionali (es. rinite allergica)
  • Migliorare il metabolismo, la sintesi e  l’assimilazione delle sostanze nutritive
  • Ridurre i valori di colesterolo alto nel sangue
  • Proteggere da virus, infezioni e agenti patogeni esterni

La loro presenza è quindi funzionale per molteplici scopi. Ecco perché l’assunzione continua di probiotici è raccomandabile sia a scopo preventivo che curativo, in presenza soprattutto di patologie a carico del sistema digerente o in seguito a terapie farmacologiche aggressive, che possono compromettere la concentrazione di batteri benefici presenti all’interno dell’organismo. 

Probiotici: dove si trovano e come assumerli?

In condizioni di salute stabile, i probiotici si possono naturalmente trovare nell’organismo umano. In particolare sono concentrati all’interno dell’intestino, dello stomaco ma anche nell’apparato riproduttivo femminile.

Per poterne aumentare la concentrazione e la varietà all’interno dell’organismo, soprattutto dopo periodi di debilitazione fisica o in presenza di infezioni, è possibile assumerli in due diversi modi: tramite l’alimentazione o tramite integratori.

Cibi ricchi di probiotici

I probiotici si possono assumere tramite l’alimentazione. I cibi consigliati sono soprattutto quelli fermentati e ricchi di fibre. Queste ultime, infatti, favoriscono i processi di fermentazione all’interno dello stomaco, dando quindi “nutrimento” ai batteri già presenti.

Tra i 5 cibi più ricchi di probiotici ci sono:

  • Yogurt
  • Kefir 
  • Crauti
  • Tempeh
  • Miso 

Inserirli frequentemente all’interno della propria dieta è di grande beneficio per il proprio intestino, in quanto favoriscono la buona proliferazione dei batteri benefici. 

Integratori di probiotici

Qualora l’alimentazione non fosse sufficiente, gli integratori di probiotici rappresentano l’alternativa migliore per avere una flora intestinale in salute. Tale tipologia di prodotti ha inoltre il vantaggio di poter essere utilizzata anche in momenti in cui si ha maggior difficoltà ad alimentarsi, come ad esempio può capitare con una comunissima influenza intestinale.

Per capire se un integratore di probiotici è valido bisogno però prima verificare:

  • L’aspetto quantitativo, ossia se la concentrazione di batteri è alta 
  • L’aspetto qualitativo, se la composizione è varia, con più ceppi di batteri differenti

Per fare un esempio, un integratore di probiotici come EnteroPeyer ha un’efficacia garantita proprio dall’alto contenuto di batteri (ben 33 miliardi per capsula), oltre che dalla presenza sia di Bifidobatteri, Lactobacilli e Enterococchi. Un’altra caratteristica da verificare, come in questo caso, è anche l’aggiunta di vitamine e minerali, che ne favoriscono la proliferazione.

Consigli per l’assunzione di integratori probiotici

Per far sì che un integratore di probiotici funzioni al meglio, è consigliabile assumerlo a stomaco vuoto. In questo modo il volume degli acidi gastrici sarà minore, favorendo così un migliore sviluppo dei batteri. Un’ulteriore raccomandazione è quella di assumere i probiotici per un periodo di tempo continuativo, possibilmente di almeno 2-3 settimane.

In particolare l’uso di integratori probiotici è indicato in caso di:

  • Influenza intestinale
  • Diarrea/stitichezza
  • Disbiosi
  • Gonfiore
  • Cattiva digestione
  • Flatulenza
  • Infiammazione causata da intolleranze alimentari

La loro assunzione, se fatta seguendo i consigli di assunzione sopra indicati, può così aiutare a contrastare i sintomi appena elencati.

Probiotici: possono avere effetti collaterali?

In genere l’assunzione di probiotici non presenta effetti collaterali. Al contrario, è di grande aiuto per risolvere un’ampia serie di problematiche legate alla disbiosi intestinale.

I casi in cui si sono registrate delle reazioni avverse sono estremamente rari. Inoltre, esistono pochi studi scientifici a riguardo. Qualora i probiotici dovessero recare fastidi, ciò può essere principalmente dovuto a un sovradosaggio. Ciò accade se, assumendo un integratore specifico, non si rispettano le indicazioni sull’assunzione indicate sulla confezione. Sempre sulla confezione, inoltre, è raccomandabile verificare sempre la formulazione nel dettaglio, al fine di controllare che fra gli ingredienti non figurino altri elementi aggiuntivi verso il quale si è allergici. 

È invece una falsa credenza il fatto che l’utilizzo di integratori probiotici con fermenti lattici, ossia di lactobacilli, non possano essere assunti da chi è intollerante al lattosio. Chi è intollerante al lattosio può assumere i fermenti lattici in tutta sicurezza. E non solo, perché potrebbero rivelarsi anche di aiuto per migliorare la digestione del lattosio qualora dovesse essere accidentalmente assunto in quantità ridotte.

Probiotici e prebiotici: qual è la differenza?

Un ultimo punto da chiarire è quello che riguarda la differenza tra i probiotici e i prebiotici, che spesso vengono confusi tra di loro. È infatti importante sapere che non sono la stessa cosa.

I probiotici sono batteri benefici vivi, mentre i prebiotici sono rappresentati dalle fibre alimentari solubili di cui i batteri probiotici si nutrono. Di conseguenza, anche se si tratta di due cose completamente diverse fra loro, il legame fra questi due elementi è estremamente stretto. 

Per mantenere in salute la flora batterica presente all’interno del nostro corpo non basta assumere integratori o alimenti fermentati. È fondamentale anche dar loro la giusta dose di fibre necessarie al loro sostentamento. 

Tra le migliori fonti di cibo prebiotico ci sono: 

  • Carciofi
  • Cipolle
  • Avena
  • Legumi
  • Banane
  • Topinambur
  • Asparagi

Come si può vedere si tratta proprio di alimenti ad alto contenuto di fibre solubili. Ecco dunque perché una dieta che comprenda questi cibi è consigliata per favorire lo sviluppo e la proliferazione dei probiotici naturalmente presenti nell’organismo.

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