Dismenorrea: cos’è, sintomi, rimedi efficaci (e naturali)

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Dismenorrea cos’è sintomi rimedi efficaci e naturali La dismenorrea è un disturbo femminile legato al ciclo mestruale. Secondo indagini recenti, a soffrirne sarebbero circa il 50% delle donne, anche se contando le forme più lievi le statistiche salgono fino all’80%. Già il termine stesso è in grado di dare un’idea di che cos’è la dismenorrea, una parola formata appunto dai termini greci “dys”, difficile, “men” inteso come ciclo lunare e “roía” ossia flusso. Ma per capire veramente in cosa consiste tale disturbo, quali sono i sintomi per riconoscerlo e i migliori rimedi, vi rimandiamo direttamente ai paragrafi di approfondimento qui sotto.

Che cos’è la dismenorrea e chi è più a rischio?

La parola “dismenorrea” viene utilizzata in campo medico per indicare i dolori correlati al ciclo mestruale. Con ciò non si intende solo il dolore, più o meno intenso, che viene percepito durante le mestruazione ma anche quello presente nei giorni precedenti e talvolta anche successivi. Tale sintomatologia dolorosa si contraddistingue in genere da crampi uterini che colpiscono le donne in età fertile. I fattori di rischio della Dismenorrea A essere più a rischio di dismenorrea sono soprattutto:
  • Le donne con oligomenorrea (ossia con cicli lunghi e irregolari).
  • Le donne con ipermenorrea (cioè con mestruazioni abbondanti).
  • Chi ha avuto la menarca (prima mestruazione) prima del compimento degli 11 anni.
  • Le donne che non hanno avuto figli.
  • Le donne fumatrici.
Oltre a ciò sembrerebbe che anche le donne con madri che hanno sofferto o soffrono di ciclo doloroso possono essere più esposte al problema. Il dolore, in ogni caso, è solitamente benigno e solo in rari circostanti risulta essere correlato ad altre patologie più gravi. Ciò ha comunque portato la medicina a individuare due sottocategorie del disturbo. Esistono due tipi di dismenorrea, ossia:
  • La dismenorrea primaria, benigna, non correlata a nessun altra condizione medica.
  • La dismenorrea secondaria, causata da una patologia sovrastante.
Quella primaria in genere si caratterizza per il fatto che tende ad attenuarsi (se non addirittura a scomparire) dopo la nascita del primo figlio. Inoltre si presenta solo entro i due giorni prima della mestruazione perdurando poi per pochi giorni. La dismenorrea secondaria, al contrario, tende a farsi più intensa con il passare del tempo e spesso appare in età già più avanzata. A prescindere dalla tipologia di cui si soffre, la dismenorrea risulta attualmente una condizione definita dalla maggior parte delle donne come “molto dolorosa” se non addirittura invalidante, tanto da aver reso necessario in alcuni stati l’introduzione del congedo mestruale rivolto proprio alle donne lavoratrici.

Sintomi della dismenorrea

I sintomi della dismenorrea Il sintomo principale della dismenorrea sono i crampi uterini simili a delle coliche che si presentano nella parte inferiore dell’addome, sotto l’ombelico. In alcune donne tuttavia può persino estendersi alla schiena e alle gambe. La percezione del dolore non è costante, ma vi sono momenti in cui è lieve o assente e altri in cui si presenta con particolare intensità. Oltre ai crampi, gli altri sintomi della dismenorrea sono:
  • Diarrea
  • Nausea e vomito
  • Vertigini
  • Sudorazione eccessiva (iperidrosi)
Tutti questi sintomi, nonostante il notevole disagio, fortunatamente non creano di per sé problemi all’apparato riproduttivo. Non sono dunque pericolosi e tendono a scomparire naturalmente nel giro di qualche giorno, seppur arrivando spesso a compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Quali sono le cause delle dismenorrea?

Allo stato attuale degli studi non si conosce una causa certa della dismenorrea primaria. Diverso invece è il caso della dismenorrea secondaria che vede sempre alla sua origine la presenza di una patologia a livello dell’apparato riproduttivo. Alcune cause della dismenorrea secondaria sono:
  • L’endometriosi
  • L’Adenomiosi uterina
  • Fibromi uterini
  • Malformazioni congenite
  • La spirale contraccettiva al rame (IUD)
  • La malattia infiammatoria pelvica
  • Cisti ovariche
Cause di questo genere sono ovviamente meno comuni e coinvolgono esclusivamente una piccola parte di coloro che soffrono di dolore durante le mestruazioni. Ciononostante rimangono molto più facili da identificare rispetto ai fattori che scateno invece la dismenorrea primaria. L’ipotesi più accreditata sull’origine della dismenorrea primaria attualmente sono alcune molecole, le prostaglandine, prodotte dall’organismo che sarebbero responsabili delle contrazioni uterine. Nelle donne che soffrono di crampi mestruali i livelli di prostaglandine sono mediamente più alti. La presenza eccessiva di queste molecole causerebbe quindi delle contrazioni talmente intense da bloccare l’afflusso di sangue ai vasi presenti nell’utero, privandolo di ossigeno per brevi lassi di tempo e scatenando il dolore. Tuttavia, anche qualora questa teoria venisse accreditata, i ricercatori non sono ancora riusciti a capire quali sono i motivi che provocano l’innalzamento dei livelli di prostaglandine. Anche i test e gli esami fatti per verificare eventuali alterazioni degli ormoni sessuali, infatti, non hanno evidenziato alcuna anomalia.

Come diagnosticare la dismenorrea?

Il medico specialista a cui rivolgersi per una diagnosi di dismenorrea è il ginecologo che talvolta può richiedere anche il parere di un endocrinologo. L’iter parte innanzitutto da una descrizione dei sintomi, dalla raccolta di dati sulla loro frequenza e durata e a seguire da un esame obiettivo. Viene dunque fissata una visita con ecografia transvaginale per verificare innanzitutto che non vi siano anomalie a livello del sistema riproduttivo, che potrebbero quindi dare esito di dismenorrea secondaria. Se venisse ritenuto necessario possono essere prescritti ulteriori esami di approfondimento come una risonanza magnetica, una laparoscopia o una isteroscopia. Questi ultimi esami sono di fatto molto più invasivi rispetto a una semplice ecografia, motivo per cui vengono riservati spesso solo a quei soggetti in cui si sospetta una causa patologica del dolore. Nel caso in cui non dovessero emergere anomalie, allora il medico potrebbe confermare la diagnosi di dismenorrea primaria.

Dismenorrea: rimedi naturali

A eccezione di quei casi in cui si è davanti a una dismenorrea secondaria, la cui cura passa attraverso la risoluzione della patologia che la provoca, in presenza della dismenorrea primaria i rimedi più utilizzati sono quelli farmacologici. La terapia contro i dolori mestruali prevede solitamente la somministrazione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori, oltre che la prescrizione della pillola contraccettiva. Quest’ultimo rimedio, in particolare, non sempre risulta ben tollerato da tutte le donne oltre al fatto di essere totalmente incompatibile con tutte coloro che sono alla ricerca di una gravidanza. Fortunatamente, però, accanto alle cure farmacologiche esistono anche alcuni rimedi naturali contro la dismenorrea altrettanto validi, capaci sia di attenuare in modo significativo i dolori durante il ciclo che di prevenirli già dal principio. I rimedi naturali contro la dismenorrea più efficaci sono: 
  • Integratori a base di magnesio
  • Lo yoga
  • Una dieta specifica
Altre opzioni di trattamento, attualmente in fase di studio sono l’ipnosi, l’agopuntura e la terapia chiropratica. Non vi sono ancora evidenze scientifiche sulla loro efficacia, ma ciononostante alcune pazienti riferiscono di aver ottenuto dei benefici.

Integratori a base di magnesio

Uno dei rimedi per la dismenorrea più diffusi (oltre che più sicuri) sono gli integratori a base di magnesio. Questo minerale ha un’influenza diretta sulla muscolatura, inclusa quella dell’utero, che aiuta a favorirne il rilassamento e a ridurre i crampi. Proprio per questo in commercio è possibile trovare integratori a base di magnesio specifici per la dismenorrea come Cycloset 500. In tal caso, oltre al magnesio, l’azione viene potenziata da ulteriori ingredienti naturali come la morinda, il partenio e il pepe nero. La loro azione combinata consente così di trattare anche l’infiammazione e altri sintomi correlati al ciclo mestruale, come i cali di umore, l’emicrania da ciclo e la stanchezza mentale.
Cycloset

Lo yoga

posizioni yoga per dismenorrea Praticare attività fisica in caso di dismenorrea diventa decisamente difficile, oltre che ancora più doloroso. Fa però eccezione lo yoga i cui movimenti dolci aiutano ad alleviare i crampi e a ridurre anche la sensazione di tensione e gonfiore addominale. Ovviamente non tutte le posizioni sono adatte a rilassare la muscolatura pelvica, motivo per cui farsi seguire da un’insegnante certificata è la scelta ideale. Tuttavia, per iniziare, è comunque possibile iniziare a praticare alcune delle posizioni di base più semplici. Tra le posizioni yoga efficaci contro la dismenorrea ci sono:
  • Savasana: ci si sdraia supini con le braccia e le gambe rilassate e leggermente divaricate.
  • Balasana (o posizione del bambino): ci si siede a terra e ci si allunga con il busto in avanti lasciando le gambe piegate, mentre le braccia e la fronte toccano terra.
  • Sfinge: mentre si è sdraiate a pancia in giù si solleva il petto in avanti grazie all’aiuto delle braccia, che rimangono tese, senza però staccare l’addome da terra.
Al contrario si sconsiglia invece di praticare tutte quelle posizioni che prevedono l’atto di mettersi a testa in giù, insieme a tutte quelle che richiedono il coinvolgimento diretto dei muscoli addominali.

Dieta per dismenorrea

Premesso che ogni donna reagisce in modo diverso, per molte persone seguire alcuni accorgimenti dal punto di vista alimentare aiuta a mitigare i dolori durante il ciclo, oltre che a prevenirli fin dal principio. Alimenti da evitare dieta per dismenorrea La dieta per dismenorrea di fatto si basa sui principi di quella che è la dieta mediterranea. Pertanto viene consigliata l’assunzione di almeno 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura che grazie al contenuto di vitamine (in particolare la vitamina C) e di minerali previene gli stati infiammatori. Al contrario, ecco che cosa non mangiare se si soffre di dismenorrea: 
  • Carne rossa e insaccati
  • Formaggi grassi (fontina, gorgonzola, mascarpone…)
  • Burro
  • Fritture
  • Prodotti da forno industriali
  • Alcol
Ciò a cui bisogna prestare attenzione sono in particolare tutti quei cibi ad alto contenuto di grassi saturi e di zuccheri, oltre che di sale. Inoltre sarebbe consigliabile anche evitare l’assunzione di caffè specialmente subito dopo i pasti perché è in grado di interferire con l’assorbimento del magnesio.

Chi soffre di dismenorrea può rimanere incinta?

Una delle preoccupazioni maggiori per chi soffre di dismenorrea riguarda la possibilità o meno di avere figli. Nel caso della dismenorrea primaria non ci sono interferenze con la fertilità, con la conseguenza che rimanere incinta è sempre possibile. Diverso invece è il caso di chi ha una diagnosi di dismenorrea secondaria. Se la presenza del dolore è correlata ad altre patologie come l’endometriosi, allora le difficoltà a concepire potrebbero essere maggiori. In tal caso l’OMS consiglia di rivolgersi a specialisti esperti in pratiche di fecondazione assistita se dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti non si è ancora riusciti a ottenere un concepimento.