Dermatite allergica: sintomi, cause, cura e prevenzione

In questo articolo:

La dermatite allergica è una fastidiosa irritazione della pelle, che consiste in un’infiammazione della cute. L’intensità può essere più o meno profonda e può manifestarsi con intensità variabile, a partire da un leggero prurito fino ad arrivare alla formazione di vere e proprie bolle. 

A provocarla è sempre un allergene, ossia una sostanza di origine chimica o naturale che il proprio corpo percepisce come “avversa”, scatenando così tutto il processo di irritazione. 

Nonostante si tratti di un disturbo non grave, è comunque un problema molto spiacevole anche dal punto di vista estetico in quanto colpisce di frequente le aree più esposte del viso e delle mani. Fortunatamente esistono però dei trattamenti: vediamo subito quali sono e come aiutarsi anche con rimedi naturali. 

Dermatite allergica sintomi: ecco come si manifesta

La dermatite allergica si manifesta sempre attraverso la cute. Non a caso il termine “dermatite” riprende la parola “derma” dal greco δέρμα, che significa appunto pelle. 

I sintomi della dermatite allergica sono:

  • prurito
  • arrossamenti
  • gonfiore
  • desquamazione
  • formazione di bolle e vesciche

Come si può notare il livello di intensità può essere più o meno marcato, colpendo chi ne è affetto in modalità del tutto soggettive.

I sintomi, inoltre, tendono solitamente a manifestarsi nell’area di contatto con l’allergene. Ciò significa, ad esempio, che se a causare la reazione avversa è il pelo di un animale, il fastidio comparirà direttamente sulle mani poco dopo averlo accarezzato. La manifestazione dei sintomi della dermatite tende infatti ad essere piuttosto immediata e circoscritta a una zona specifica.

Inoltre, nell’eventualità in cui compaiono delle bolle o delle vescicole, è importante prestare una particolare attenzione alla loro cura, soprattutto se a soffrirne sono dei bambini. Il rischio, infatti, è quello di grattare o sfregare le neo formazioni sulla cute, provocando sanguinamenti e infezioni che possono lasciare possibili segni permanenti. 

Come ottenere una diagnosi

Nel caso in cui appaiano i sintomi appena citati, è buona norma rivolgersi a un dermatologo, che rappresenta la figura di riferimento per il trattamento di questo disturbo cutaneo.

Sarà proprio lo specialista a occuparsi della diagnosi, iniziando la visita con una valutazione visiva dei sintomi. Se dopo una prima analisi oggettiva i sospetti sono confermati, allora si potrà procedere con patch test.

Il patch test è un esame semplice e indolore che permette di verificare se esistono delle sostanze che provocano reazioni avverse. Per farlo si applicano sulla schiena del paziente alcuni campioni molto simili a dei cerotti impregnati degli elementi sospetti. I campioni vengono lasciati circa 48 ore sulla pelle, periodo dopo il quale possono essere rimossi. Se si notano degli arrossamenti o delle irritazioni di vario tipo nelle zone in cui erano posti, allora si può confermare un collegamento fra la sostanza applicata in quella zona e la reazione avversa.

In caso di particolari dubbi il dermatologo potrebbe inoltre richiedere ulteriori esami, come un semplice prelievo del sangue. In genere è però comunemente sufficiente l’esito del patch test per confermare la diagnosi di dermatite allergica. 

E se non è dermatite allergica?

Nel caso in cui il patch test dia un esito negativo, la dermatite non è da escludere completamente. Esistono infatti diverse tipologie di dermatiti e quella allergica è solo una delle molte esistenti.

Tra i tipi di dermatiti più diffuse esistono infatti:

  • la dermatite batterica, causata dall’infezione di batteri (spesso del ceppo degli streptococchi)
  • la dermatite seborroica, provocata dal contatto con alcuni funghi
  • la dermatite da stress, correlata a periodo psicologicamente difficili
  • la dermatite da sudore, tipica delle stagioni estive più calde 

In questi casi, a differenza della dermatite allergica, la causa scatenante non è la presenza di un allergene. Tuttavia i sintomi sono estremamente simili alla variante “allergica” della patologia e proprio per questo motivo il consulto di un dermatologo può aiutare a ottenere una diagnosi corretta. 

Dermatite allergica: quali sono i possibili allergeni

Come abbiamo già detto, la dermatite allergica è causata dal contatto con una sostanza irritante, definita come “allergene”. 

Nella maggior parte delle persone tali allergeni di per sé non sono pericolosi e non provocano reazioni avverse. Tuttavia per una piccola percentuale di popolazione non è così. Il sistema immunitario delle persone che soffrono di dermatite di natura allergica tende a identificare alcuni elementi come nocivi, generando così una reazione allergica di difesa.

Tra gli allergeni più diffusi che causano la dermatite allergica possiamo elencare:

  • il pelo degli animali
  • i saponi e i profumi
  • la polvere
  • alcune piante e vegetali (anche commestibili, come i peperoni)
  • determinate tipologie di metalli (soprattutto nichel e cromo)

Poiché non è raro trovarsi quotidianamente a contatto con allergeni di questo tipo, diventa importante riuscire a individuare fin da subito l’elemento irritante. 

Spesso è possibile riconoscerlo semplicemente osservando le reazioni sulla pelle, ancor prima di eseguire il patch test. I sintomi iniziali, infatti, appaiono sempre nella parte del corpo con la quale si è toccato l’allergene, motivo per cui questa tipologia di dermatite viene detta anche “dermatite da contatto”. 

Basta quindi tenere a mente quali sono gli elementi con cui si ha avuto un contatto nelle ore precedenti per riuscire a individuare le sostanze sospette. Molto particolare, ad esempio, è il caso dell’allergia al nichel, un metallo presente nel cibo ma anche in molti gioielli ed orologi. Se l’allergene è proprio il nichel, allora può capitare di notare un’irritazione sulla pelle che riprende esattamente la stessa forma dell’accessorio indossato (es. una collana, un ciondolo dalla forma particolare, un braccialetto…). 

Naturalmente la conferma potrà arrivare solo in seguito alla visita con lo specialista, ma se si presta attenzione a questi aspetti si potrà aiutare il medico a formulare la diagnosi corretta in tempi più brevi.  

Dermatite allergica: attenzione ai tatuaggi

A fini preventivi è importante aggiungere una nota particolare sul tema dei tatuaggi, sia di quelli permanenti che di quelli temporanei creati, ad esempio, attraverso l’utilizzo dell’henné. 

Prima di sottoporsi a un tatuaggio di qualsiasi tipo è sempre bene accertarsi che gli inchiostri utilizzati siano anallergici. A provocare la reazione avversa solitamente sono proprio i componenti presenti all’interno, in particolare i metalli, i pigmenti e gli additivi chimici. Un’attenzione minuziosa deve essere posta più nello specifico con gli inchiostri rossi, per i quali si riscontra una percentuale più alta di reazioni avverse. 

Al fine di scongiurare problemi cutanei gravi è quindi consigliabile, prima di procedere con il disegno completo, chiedere al tatuatore di applicare qualche punto di colore sulla pelle e attendere qualche minuto. In tal modo si avrà a disposizione un tempo sufficiente per osservare la comparsa di eventuali effetti indesiderati, tutelandosi da una possibile reazione allergica.

Dermatite allergica: come si cura?

La prima strategia da adottare per contrastare i sintomi della dermatite allergica è quella di eliminare qualsiasi contatto con l’allergene, anche utilizzando appositi guanti o altre coperture.

Dopo aver garantito la corretta eliminazione di ogni contatto con la sostanza avversa, si potrà quindi procedere su due strade: la terapia farmacologica e l’aiuto di rimedi naturali.

L’obiettivo è in primis quello di alleviare i sintomi, per passare poi al trattamento di eventuali lesioni come bolle o croste e favorire la rigenerazione cellulare della pelle.

Farmaci per la dermatite allergica

I farmaci utilizzati per curare la dermatite allergica si possono suddividere in due categorie:

  • Gli antistaminici
  • I corticosteroidi

Antistaminici

Gli antistaminici sono dei farmaci che modulano la reazione allergica, inibendo l’attività del sistema immunitario. Vengono chiamati così perché riducono il rilascio dell’istamina, una sostanza che se prodotta dal corpo in quantità eccessive provoca i sintomi dell’allergia e della dermatite.

Tali farmaci si possono trovare facilmente in commercio sia sotto forma di compresse, che di spray, colliri, capsule e creme. Nel caso della dermatite da contatto è consigliabile l’utilizzo del formato in crema, che può essere applicato direttamente sull’area interessata. Il sollievo sarà quindi immediato, ma bisognerà comunque prestare attenzione ai possibili effetti collaterali, in particolare al senso di sonnolenza che gli antistaminici sono soliti provocare.

Corticosteroidi

I corticosteroidi, a differenza degli antistaminici, hanno una modalità di azione differenze e più marcata in quanto agiscono direttamente sul sistema immunitario. Il cortisone contenuto all’interno, infatti, indebolisce le attività delle nostre difese bloccando così in automatico gli effetti collaterali causati dagli allergeni. Tuttavia a fermarsi non sono solo le reazioni avverse correlate alla dermatite, ma anche ogni altra funzione difensiva dell’organismo.

Tra i possibili effetti collaterali dei corticosteroidi ci sono infatti:

  • l’aumento della ritenzione idrica
  • alterazioni della glicemia
  • disturbi dell’umore
  • problemi gastrointestinali
  • insonnia

Di conseguenza la decisione di utilizzare farmaci a base di cortisone deve essere valutata attentamente da un medico, che sceglierà se ricorrere a questa soluzione nel caso in cui i sintomi della dermatite siano particolarmente marcati.

Rimedi naturali per la dermatite allergica

La dermatite allergica può essere trattata anche attraverso il ricorso a rimedi naturali. Tali soluzioni sono ideali per intervenire direttamente sui sintomi, in special modo lenendo il gonfiore e il prurito causato dal contatto con la sostanza irritante.

Tra i rimedi naturali più efficaci in caso di dermatite allergica ci sono: 

  • L’aloe vera
  • La dieta senza istamina
  • Gli impacchi di miele

Aloe vera e dermatite allergica

L’aloe vera è una pianta nota per i suoi effetti lenitivi ed emollienti sulla cute, motivo per cui è molto utilizzata in caso di eritemi solari e scottature. La sua azione risulta particolarmente efficace anche in caso di dermatite allergica, in quanto le sue proprietà naturali donano sollievo immediato già dopo pochi minuti dall’applicazione. 

In commercio esistono infatti diverse creme a base di aloe, ma per chi preferisse è anche possibile acquistare direttamente una piccola pianta. In caso di necessità basterà poi tagliare una foglia e inciderla a metà, utilizzando il gel presente all’interno. Per un effetto ancora più piacevole è possibile tenere le foglie in frigo per qualche ora prima di applicarle sull’area colpita, in modo da contrastare maggiormente il bruciore e il prurito. 

Dieta senza istamina

L’istamina ricopre un ruolo di primo piano in tutte le reazioni allergiche, motivo per in caso di dermatite da contatto vengono consigliati i farmaci antistaminici. Oltre a una terapia farmacologica è però possibile intervenire anche sulla dieta, eliminando i cibi che contengono alte dosi di istamina.

I principali cibi ricchi di istamina sono:

  • Formaggi a pasta dura e semidura
  • Pomodori
  • Cibi fermentati (kefir, crauti, birra…)
  • Vino rosso
  • Spinaci
  • Pesce affumicato e in scatola

Tra gli altri cibi che sarebbe meglio eliminare vi sono anche quelli “istamino-liberatori”. Si tratta di alimenti che non contengono direttamente istamina, ma che ne favoriscono comunque il rilascio dell’istamina stessa all’interno dell’organismo. 

Alcuni dei cibi istamino-liberatori comunemente consumati sono:

  • Patate
  • Cacao e cioccolato
  • Banane
  • Fragole
  • Caffè
  • Crostacei e molluschi (gamberi, vongole, cozze…)
  • Kiwi
  • Avocado
  • Frutta secca (noci, mandorle, arachidi, nocciole, anacardi…)
  • Uova, in special modo l’albume

Per alleviare i sintomi della dermatite allergica il consiglio è quindi quello di eliminare dalla propria dieta gli alimenti ricchi di istamina ed istamino-liberatori, specialmente nelle fasi più acute del disturbo. Una volta passato il periodo più “critico” è possibile reintrodurli gradualmente sotto consiglio del medico, senza tuttavia abbondare nelle quantità. 

Impacchi di miele

Il miele oltre a essere alimento naturale dolce e molto gustoso ha anche delle ottime proprietà anti infiammatorie. In caso di dermatite può essere applicato sulle aree interessate per sfiammare la zona, migliorando così lo stato di salute della pelle.

Per farlo è sufficiente diluire del miele, di qualsiasi tipo, con un po’ di acqua tiepida. Una volta ottenuta una consistenza né troppo collosa e né troppo liquida si può apporre il composto direttamente sulla zona irritata. Questa operazione può essere ripetuta anche più volte al giorno, finché non si osserva un miglioramento dell’irritazione. 

Dermatite allergica: si può prevenire?

Chi soffre di dermatite allergica sa bene quanto sia fastidiosa. E non a caso una delle domande poste più frequentemente è proprio: ma la dermatite allergica si può prevenire? La risposta è sì.

Il modo migliore naturalmente è quello di evitare il più possibile ogni tipo di contatto con l’allergene. Allo stesso tempo è buona norma occuparsi sempre della salute della pelle, idratandola frequentemente con oli naturali (senza profumi o additivi chimici) al fine di evitare una secchezza eccessiva. Attenzione tuttavia a non esagerare con lavaggi del corpo e delle mani troppo frequenti, soprattutto se ciò implica l’utilizzo di saponi.

La prevenzione, inoltre, può essere fatta fin da piccoli (ma anche da adulti) utilizzando degli integratori a base di fermenti lattici. Diversi studi hanno infatti evidenziato una stretta correlazione tra lo stato di salute dell’intestino e la comparsa di allergie.

Il motivo è da attribuirsi al fatto che le reazioni allergiche sono dovute a un malfunzionamento del sistema immunitario, che a sua volta è condizionato dal microbiota, cioè dall’insieme di batteri che abitano all’interno dell’intestino. Una flora intestinale sana contribuisce quindi a evitare la comparsa di anomalie a livello delle difese immunitarie, abbassando così il rischio di comparsa di allergie cutanee o respiratorie (es. rinite allergica). 

Di conseguenza per prevenire la dermatite allergica è utile il ricorso ad appositi integratori a base di fermenti lattici come Profecol, disponibili anche nella formulazione per i più piccoli sotto il nome di Profecol Baby. Attuando tutte queste strategie sarà dunque possibile ridurre di molto i rischi correlati alla comparsa della dermatite allergica, ottenendo dei notevoli miglioramenti anche sulla qualità della propria vita.

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