Insufficienza venosa: sintomi e rimedi facili da provare

In questo articolo:

L’insufficienza venosa è un’anomalia del flusso circolatorio provocata da una difficoltà del sangue delle vene a ritornare al cuore. Il sangue venoso tende così a ristagnare, solitamente negli arti inferiori, provocando edemi e altri problemi correlati.

L’origine del disturbo può avere molteplici cause. Allo stesso tempo anche il livello di gravità è variabile, passando da sintomi abbastanza lievi fino a quadri decisamente più complessi e difficili da trattare. Di conseguenza diventa quindi importante riuscire a riconoscere il problema nel suo stadio iniziale, così da evitare possibili complicazioni.

Insufficienza venosa: sintomi per riconoscerla

L’insufficienza venosa è una patologia che dà una sintomatologia ben chiara e per questo è abbastanza semplice riconoscerla. Il primo campanello di allarme è il gonfiore di piedi e caviglie. Tuttavia questo non è l’unico segnale che può manifestarsi.

Ecco quali sono tutti i sintomi dell’insufficienza venosa:

  • Piedi e caviglie gonfie
  • Sensazione di pesantezza alle gambe
  • Formicolio alle gambe
  • Pelle arrossata
  • Crampi ai polpacci
  • Prurito agli arti inferiori
  • Capillari in evidenza
  • Comparsa di vene varicose
  • Cute “ispessita”
  • Macchie sulla pelle

Nei casi più gravi la pelle delle gambe può inoltre danneggiarsi, creando delle ferite aperte che possono così portare alla comparsa di ulcere difficili da guarire. 

Insufficienza venosa: possibili complicazioni

Se non trattata l’insufficienza venosa può avere delle complicazioni anche gravi. Il problema maggiore deriva dal rischio di formazione delle ulcere, che appaiono su gambe e piedi. Quando si forma un’ulcera si perde lo stato superficiale della pelle che fa da barriera contro gli agenti esterni. Ciò significa che se non trattate da queste lesioni possono facilmente scaturire delle infezioni batteriche.

Inoltre il ristagno del sangue negli arti inferiori può anche favorire la comparsa d’infiammazioni delle vene, come nel caso della flebite, o persino di ischemie agli arti inferiori, ossia di ostruzioni del flusso venoso. 

Qual è la causa dell’insufficienza venosa?

Dal punto di vista fisiologico il motivo per cui il sangue delle vene fatica a defluire, provocando così una condizione di insufficienza venosa, può avere cause diverse.

L’insufficienza venosa infatti si può suddividere in: 

  • Insufficienza venosa cronica organica
  • Insufficienza venosa cronica funzionale

In base alla tipologia di insufficienza, cambiano anche i trattamenti.

Nel caso dell’insufficienza venosa cronica organica l’origine è una dilatazione eccessiva delle pareti venose, chiamate varici. Può essere provocata da:

L’insufficienza venosa cronica funzionale, invece, è provocata da un surplus eccessivo di carico di lavoro sulle vene.

Può quindi comparire per via di:

  • Postura errata
  • Sedentarietà
  • Linfedemi
  • Alterazioni della pompa muscolare

La comparsa di questa condizione può inoltre essere favorita da particolari fattori di predisposizione. Alcuni soggetti, infatti, risultano oggettivamente più esposti al problema. 

Attualmente i fattori di rischio dell’insufficienza venosa conosciuti sono:

  • Il sesso femminile (si stima che ne soffra il 30% delle donne in Italia, contro il 10% degli uomini)
  • Il sovrappeso e l’obesità
  • La familiarità genetica
  • Essere fumatori

Ben tre di questi quattro punti (il sovrappeso, l’obesità e il consumo di tabacco) sono controllabili. Ecco quindi che nell’ambito della prevenzione il controllo del peso e l’eliminazione del fumo diventano così un aspetto fondamentale. 

Come si ottiene una diagnosi d’insufficienza venosa?

La diagnosi d’insufficienza venosa può essere fatta solamente da un medico, che sarà anche in grado di valutare se si è affetti dalla variante organica o funzionale. Se si sospetta di essere affetti dal problema bisognerà rivolgersi a un angiologo oppure a un chirurgo vascolare, cioè un medico con una specializzazione in problemi di natura circolatoria.

La prima visita prevede una iniziale valutazione oggettiva dei sintomi. Si osserva quindi se sono presenti i sintomi principali correlati all’insufficienza e si fanno domande in merito allo stile di vita e alle abitudini del paziente. Se da questa verifica i sospetti vengono confermati, allora si potrà procedere con degli esami più approfonditi.

Spesso per ottenere una diagnosi definitiva di insufficienza venosa è sufficiente un ecocolordoppler, ossia un esame assolutamente non invasivo e non doloroso che consente di verificare lo stato di salute delle vene. L’ecocolordoppler si svolge come una normale ecografia ed è molto attendibile, in quanto fornisce un’immagine chiara e in tempo reale di come il sangue fluisce negli arti inferiori.

Al termine di tutte le osservazioni, oltre alla conferma della diagnosi, il medico potrà anche indicare quanto il problema è cronico. L’insufficienza venosa si può infatti classificare su una scala da 0 a 6, nella quale il valore zero indica una condizione agli inizi, difficilmente individuabile, mentre il valore sei rimanda a una condizione ormai cronica.

Ecco nel dettaglio la scala di classificazione dell’insufficienza venosa:

  • Livello 0: non sono presenti sintomi visibili a occhio nudo, come edema o gonfiore. Il problema può essere individuato solo con l’ausilio di strumenti medici.
  • Livello 1: i sintomi sono lievi, si può notare la presenza di capillari più evidenti di altri.
  • Livello 2: l’afflusso del sangue venoso è più difficoltoso. C’è una tendenza alla formazione di vene varicose.
  • Livello 3: il circolo venoso è evidentemente compromesso. L’edema è evidente e fastidioso, oltre che ben visibile senza dover ricorrere alla palpazione.
  • Livello 4: oltre al gonfiore iniziano a manifestarsi i primi segni a livello della cute, che risulta iperpigmentata e con tracce di eczema.  
  • Livello 5: la salute della pelle appare decisamente compromessa. Sono presenti alcune ulcere, che tuttavia risultano cicatrizzate.
  • Livello 6: si presentano tutti i sintomi tipici dell’insufficienza venosa. In questo caso, tuttavia, le ulcere sono ormai in una fase infettiva e richiedono un trattamento tempestivo onde evitare complicazioni gravi. 

Insufficienza venosa: possibili cure

La medicina mette a disposizione alcuni trattamenti specifici per l’insufficienza venosa anche se, come vedremo fra non molto, l’aspetto più importante rimane sempre la prevenzione. Se tuttavia il problema è già presente e soprattutto è a un livello ormai critico, è possibile affidarsi a diverse modalità di cura.

Solitamente la prima strada che si propone per la risoluzione di questa condizione è la terapia farmacologica.

I farmaci per la cura dell’insufficienza venosa si dividono in tre categorie:

  • Farmaci anticoagulanti, che rendono il sangue “più fluido”, favorendone il deflusso nelle vene e riducendo anche il rischio di ischemie.
  • Farmaci flebotonici, che aumentano lo spessore e il tono delle pareti venose.
  • Farmaci trombolitici, che sciolgono i coaguli nel sangue che potrebbero già essere presenti a insaputa del paziente.

Naturalmente si tratta in tutti e tre i casi di farmaci con numerosi effetti collaterali, che non possono essere prescritti se sono già presenti altre patologie che entrano in contrasto con i trattamenti farmacologici appena citati.

Ecco quindi che in questi casi (o in altri particolarmente gravi e cronici) si può valutare il ricorso alla chirurgia vascolare. Oltre alla rimozione chirurgica dei tratti venosi ormai compromessi, oggi esistono alcuni trattamenti meno invasivi come la laserterapia o la radiofrequenza che prevedono l’utilizzo di piccoli cateteri al fine di bloccare definitivamente il passaggio del sangue nelle vene malate.

Insufficienza venosa: trattamenti e rimedi naturali alternativi

Se l’insufficienza venosa non è molto grave, si può provare a contrastarla anche con dei rimedi naturali e dei trattamenti meno invasivi. Ciò naturalmente non toglie che i suggerimenti che vi daremo fra poco possano essere utilizzati anche per chi già presenta una condizione cronica, in quanto il ricorso a questi consigli potrebbe sicuramente dare un sollievo.

Tra i rimedi e i trattamento efficaci contro l’insufficienza venosa ci sono:

  • L’utilizzo di calze a compressione graduata
  • L’assunzione di integratori per il microcircolo
  • L’attività fisica regolare

Calze a compressione graduata

Le calze a compressione graduata hanno una funzione terapeutica, tanto che spesso è lo stesso medico a prescriverle. Disponibili in commercio sia sotto forma di gambaletto che di collant, agiscono esercitando una leggera pressione sugli arti inferiori che previene la comparsa dell’edema. Affinché se ne possa trarre beneficio, le calze a compressione graduata devono essere utilizzate ancora prima che si presenti il gonfiore. L’ideale sarebbe indossarle al mattino appena svegli, per poi toglierle solamente alla sera. Andrebbero inoltre cambiate e sostituite ogni 6 mesi circa, in quanto dopo questo periodo di tempo la tenuta delle fibre tende a perdere la sua forza d’azione. 

Integratori per il microcircolo

Nei pazienti affetti da insufficienza venosa alcuni dei miglioramenti più sorprendenti si riscontrano dopo l’assunzione continuativa di specifici integratori per il microcircolo. In commercio ne esistono molti, ma in generale i migliori sono quelli che al loro interno contengono un’alta concentrazione di ippocastano e centella asiatica. Un esempio è Equimel, che oltre a essere disponibile nel formato in compresse è distribuito anche sotto forma di pomata.

Numerosi studi hanno dimostrato come l’ippocastano e la centella asiatica, due piante presenti in natura, abbiano degli effetti positivi sia sulla circolazione del sangue, ma anche su quella linfatica. Di conseguenza il ricorso a integratori per il microcircolo è sempre altamente consigliato, anche al minimo segno di gonfiore.

Attività fisica

Svolgere attività fisica contribuisce a migliorare il ritorno venoso del sangue al cuore, prevenendo e migliorando i problemi di circolazione. Ma non solo, perché fare movimento contribuisce anche a tenere sotto controllo il peso, eliminando uno dei fattori di rischio più diffusi.

Tra gli sport consigliati se si soffre di insufficienza venosa ci sono:

  • Nuoto e attività correlate (acquagym, idrobike…)
  • Ciclismo, purché fatto su strada e senza pendenze eccessive
  • Yoga

Oltre a ciò, anche una semplice camminata veloce può essere di giovamento. Gli sport appena citati hanno il vantaggio di stimolare il circolo venoso negli arti inferiori, senza però comportare un carico eccessivo.

Chi ha una diagnosi di insufficienza venosa dovrebbe invece evitare queste discipline: 

  • Corsa
  • Sollevamento pesi e crossfit
  • Calcio 
  • Pallavolo
  • Rugby

Si tratta infatti di sport che sollecitano in modo eccessivo i muscoli e le articolazioni, con il rischio di compromettere ulteriormente la situazione. Gli impatti continui e violenti con il suolo, oltre agli sforzi che sollecitano troppo i muscoli delle gambe, possono infatti favorire la comparsa di edemi e soprattutto di vene varicose.

Prevenire l’insufficienza venosa: qualche consiglio in più

L’insufficienza venosa non deve essere sottovalutata, date tutte le complicazioni che può causare. Proprio per tale motivo la prevenzione diventa di importanza fondamentale. Il rischio di comparsa si può ridurre notevolmente anche (e soprattutto) nei soggetti in cui c’è familiarità.

Ecco dunque cosa fare per prevenire l’insufficienza venosa:

  • Evitare di passare molto tempo fermi, sia da seduti che da in piedi. Se non è possibile muoversi (ad esempio a causa del proprio lavoro) è consigliabile flettere con cadenza regolare i talloni e i piedi. 
  • Evitare scarpe, calze e pantaloni troppo stretti. Gli indumenti eccessivamente attillati possono comprimere i vasi sanguigni, ostacolando la circolazione. Meglio anche non indossare décolleté e tacchi alti.
  • Sollevare ogni giorno per 10-15 minuti le gambe, soprattutto a fine giornata, per favorire il circolo venoso. 
  • Dormire con un leggero rialzo sotto i piedi, come ad esempio un cuscino. Tenendo i piedi sollevati di circa 10-20 cm può prevenire il gonfiore.
  • Limitare l’assunzione di caffè, alcolici, cibi piccanti e spezie. Un utilizzo eccessivo può provocare effetti indesiderati a livello del microcircolo. 
  • Mantenersi idratati, anche attraverso l’alimentazione. Un consumo abbondante di frutti e di verdure ricche di acqua (es. pomodori, arance, meloni, cetrioli…) ha un impatto positivo sul drenaggio dei liquidi del corpo e la riduzione di eventuali edemi.
  • Evitare ambienti troppo caldi, come bagni caldi e sauna, che provocano una dilatazione eccessiva dei vasi sanguigni. 

Tramite questi piccoli accorgimenti, alla portata di tutti, le condizioni di salute del proprio sistema microcircolatorio potranno trarre un grande miglioramento. Qualora, nonostante tutto, la situazione non dia segni di miglioramento, il consulto con un medico specializzato in insufficienza venosa rimane sempre il consiglio principale.

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